Bene Maupassant, male Rimbaud - Graziella Martina - Editori Vil Razza Dannata

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Ho un grande rimorso per questo splendido  libro, che mi sembra di aver tradotto bene. La colpa non è mia, avevo scritto in una postilla che la mia traduzione della poesia Voyelles di Rimbaud era provvisoria. Serviva solo a dare un’idea dello spazio necessario al suo inserimento a piè di pagina. Non mi sarei mai azzardata a tradurre una poesia di Rimbaud, con le sue sinestesie e figure retoriche varie… Occorreva cercare una traduzione ufficiale e inserire quella. La mia segnalazione è caduta nel vuoto ed è stata pubblicata la mia traduzione. Alcuni lettori mi hanno scritto che il termine “ombrelli”, ad esempio, era inadatto, avrei dovuto scegliere un termine più arcaico e obsoleto, quale ombrelle o umbelle.  
 
Metto dunque le due versioni a confronto. Questa è la mia:
A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu, vocali, / Dirò un giorno le vostre origini latenti: / A, nero corsetto peloso di mosche scintillanti;/ Che ronzano intorno ad odori crudeli;
Golfi d’ombra; E, candori di vapori e di tende,/ Lance di maestosi ghiacciai, re bianchi, fremiti di ombrelli;/ I porpora, sangue sputato, riso di belle labbra/ nella collera o nelle ebbrezze penitenti;
U, cicli, vibrazioni divine dei mari verdi/ Pace di pasture disseminate di animali, pace delle rughe/ Che l’alchimia imprime alle ampie fronti studiose;
O, suprema tromba, piena di strani stridori/ Silenzi attraversati dai mondi e dagli angeli/ - O, l’Omega, raggio violetto dei suoi occhi.

Questa è una delle versioni ufficiali:

A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali, / Io dirò un giorno le vostre nascite latenti: / A, nero corsetto villoso di mosche splendenti / Che ronzano intorno a crudeli fetori,
Golfi d’ombra; E, candori di vapori e tende, Lance di fieri ghiacciai, bianchi re, brividi d’umbelle, / I, porpora, sangue sputato, risata di belle labbra / Nella collera o nelle ubriachezze penitenti;
U, cicli, vibrazioni divine dei verdi mari, / Pace di pascoli seminati d’animali, pace di rughe/ Che l’alchimia imprime nelle ampie fronti studiose;
O, suprema Tromba piena di strani stridori, / Silenzi attraversati da Angeli e Mondi: / - O l’Omega, raggio viola dei suoi Occhi!

P.S. Per fortuna, come spesso accade, per ogni mal di stomaco sofferto, c’è una bella notizia che arriva inaspettata.



 
 

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